Salvataggio automatico 2018-02-17 12:29

A ridosso del fiume Piave ed accarezzata dal Fosso Negrisia, l’azienda agricola Bellese Giacomo & Enzo raccoglie la tradizione contadina, e in un connubio d’esperienza e di moderne tecnologie, propone ai clienti vini figli della pianura plavense.

Fin dai primi anni ’60 nonno Ireno affiancò alla coltivazione di bachi da seta, all’epoca coltura con un certo peso sensibile nell’economia agricola, la viticultura. Ma presto i bachi cesseranno di filare, sul loro silenzioso e prezioso lavorio si imporrà il rumore delle prime timide fabbriche.

Nonno Ireno si separa dalla famiglia d’origine e costruisce la casa e la cantina nell’attuale posizione. Con caparbietà e con l’aiuto del figlio Giacomo comincia la vendita al minuto della produzione vinicola.

Con l’entrata in azienda del figlio Enzo e l’inizio del nuovo millennio è partita la fase, non ancora terminata, di rinnovamento dei vigneti. Sono stati inoltre apportati notevoli cambiamenti anche in cantina, sia a livello di spazio con l’ampliamento della zona di lavorazione, sia nei processi di gestione.

Seppure la nostra azienda non presenti una superficie vitata molto ampia, raccoglie al proprio interno una piccola varietà di terreni. Proprio in base alle caratteristiche del terreno sono state scelte le tipologie dei vitigni, diversificando la produzione che passa da alcuni vitigni internazionali come il Merlot, il Cabernet Sauvignon, e lo Chardonnay per arrivare al Raboso Piave, vino asprigno e robusto che raccoglie in sé le caratteristiche delle “grave”: letti ghiaiosi costituiti da ciottoli di diversa misura regalo delle numerose alluvioni del fiume Piave, ai quali vengono strappati gli inconfondibili profumi e sapori che contraddistinguono la produzione del territorio.

Da poco l’azienda ha allargato la sua zona di coltivazione, affittando alcuni ettari nella zona di Salgareda, molto vocata per la coltivazione dei vitigni a bacca rossa, mentre tra quelli a bacca bianca , nel suolo ampiamente argilloso in un miscuglio di terra e roccia dolomitica, la fanno da padrone il Prosecco ed il meno diffuso, ma sicuramente interessante Manzoni Bianco. Vini profondamente diversi tra di loro, ma tutti espressione di territorialità. Che nella famiglia Bellese viene presa profondamente sul serio.

Per noi la coltivazione dell’uva non è  solo lavoro ma è manifestazione dell’amore che abbiamo per i nostri luoghi natii, paesaggi nascosti nelle grave del Piave, lontani dalla vita di città che con i suoi ritmi cancella la pace e la serenità. Ritmi qui facilmente ritrovabili nelle stradine sterrate che affiancano le distese di viti in un’alternanza tra moderne Guyot e monumentali Belussere, incorniciate da siepi alberate, da boschetti di olmo campestre, da platani e sambuchi spontanei.

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